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      E venuto il tempo d'uscir in campagna, nel sopradetto anno passò con la sua corte dello stretto di Constantinopoli in Asia e, giunto in Cappadocia, quivi si fermò, in una pianura appresso una città chiamata Amasia, dove faceva residenzia Baiesit Celebi, primogenito del signor turco. Questa pianura è chiamata Casovasi, che in nostra lingua vuol dire la pianura dell'Oca; ella è capace di grandi eserciti, e ha commodità grandissima d'acque e di vettovaglie, per aver d'intorno vicine molte ville; e perché essa è alla via del cammino che voleva fare il signore, fu deliberato che quivi si dovesse ragunare il grand'esercito. E avendo (come abbiamo detto) fatto a sapere a ciascun capitano e condottiero che stessero apparecchiati, e al tempo determinato si trovassero tutti con ogni buon ordine nel detto luogo, egli fu pienamente ubbidito. Ma, conoscendo il signor turco che tal impresa era di grandissima importanza, deliberò di far tutte le provisioni possibili in quanto al numero delle genti, alla commodità delle cose necessarie e alla sicurezza sua e del suo stato, onde, di tre figliuoli ch'egli aveva, li due maggiori volse che venissero a tal impresa, cioè Baiesit primo e Mustafà secondogenito; il terzo, il quale avea nome Gien, rimanesse a Constantinopoli, con buoni consiglieri, per conservazione del suo stato.
      Congregato e ordinato l'esercito nella detta pianura dell'Oca, si consigliò del modo che si dovesse tenere nell'alloggiare e nel camminare, e di non aver mancamento d'alcuna di quelle cose che fossero necessarie e possibili.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Terzo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1136

   





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