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      Continuò questo ballare e gittar di pezze insino a ore 23, e per quanto io potei numerare in questo tempo tra damaschini, boccassini, ciambelotti, camocati e altri simili, furono donati da pezze 300, e da cavalli cinquanta.
      Fatto questo cominciarono a giuocare alle braccia in questo modo: venivano dinanzi al signore dui nudi, con mutande di camozza fino alle cavecchie; non si afferravano a traverso, ma cercavano di pigliarsi su la coppa, e l'uno e l'altro si schifava da tal presa. Pur, quando uno aveva preso l'altro nella coppa, colui ch'era preso, non si potendo prevalere altramente, s'abbassava quanto piú poteva e lo pigliava per la schiena e alzavalo, e cercava di gettarlo con la schiena in giú, imperoché altramente non s'intendeva esser gettato; in tanto che molti, li quali si lasciavano gettar giú in quattro, dopo gettavano il compagno in schena e vincevano. Presentossi allora avanti il signore uno di questi nudi, tanto grande che pareva un gigante. Il signore gli comandò che dovesse giuocare, dicendo: «Trovati un compagno», ed egli s'inginocchiò avanti e disse alcune parole. Domandai quello ch'egli avea detto: mi fu risposto ch'avea domandato di grazia al signore che non lo facesse giuocare, perché altre fiate avea giuocato e nello stringere avea morti alcuni; e il signore gli fece la grazia. Questo giovane era bello e ben fatto, d'anni circa trenta. A questi giuocatori furono donati cavalli, e dopo ch'io fui partito durò infino a due ore di notte cotal festa, e furono donate altre cose assai.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Terzo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1136