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      E incontinente, veduto che gli ebbe, detto ambasciadore disse con maraviglia: «Questi sono degli abiti che portano i Cataini; somigliano quelli della vostra fede, perché portano l'abito vostro».
      In quel paese non nasce vino, per essere la regione molto frigida; d'altre vettovaglie ve ne nascono assai. Questo, insieme con molte altre cose le quali di presente io lascierò, è quello ch'io so, per relazione del detto ambasciadore del Tartaro e delli suoi familiari, quanto appartiene alla provincia del Cataio, dove io personalmente non sono stato.
      Tornerò da capo a Tauris, e cosí come di sopra ho detto quello che si truova camminando tra greco e levante, cosí di presente dirò quello che si truova camminando tra levante e scirocco. Prima noi ritroviamo una città la qual si chiama Cuerch, lassando certi castelli li quali si veggono prima che si arrivi a detta città, dei quali non abbiamo cosa alcuna memorabile da dire. In questa città è una fossa d'acqua nel modo di una fontana, la quale è guardata da quelli suoi thalassimani, cioè preti: quest'acqua dicono che ha gran virtú contra la lebra e contra le cavalette, dell'uno e dell'altro dei quali incommodi io n'ho veduto qualche non voglio dir esperienza, ma credulità di alcuni. In quelli tempi passò un Francioso con alcuni famigli e guide mori per quella via, il quale sentiva di lebbra, e per quanto intendemmo andava per bagnarsi nella detta acqua: quel che poi seguisse io nol so, ma publicamente si diceva che molti n'eran sanati. Essendo ancora io in quel paese, venne uno Armeno, mandato, molto avanti che io prendessi il cammino a quelle parti, dal re di Cipro per tor di quell'acqua.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Terzo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1136

   





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