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      Stetti in Tauris fino adí 22 di settembre. Non posso dir bene della sua condizione, perché di continuo stetti ascosto. Egli è grande, e ha molte carabe dentro; non credo abbia gran popolo. È abondante di ogni sorte di vettovaglia, ma tutto è caro; ha di molti bazzari: vi capitano molte sete per transito per Aleppo con caravane, hanno di molti lavori di seta leggieri fatti in Iesdi. Usano molti boccassini e quasi d'ogni sorte mercanzia; di gioie non udi' far menzione per alcuno.
      Volse la fortuna mia che 'l cadi lascher, uno de' primi appresso il signor Ussuncassan, ch'era stato ambasciadore al soldano per far pace, la qual non poté far, ritornava al suo signore: e subito ch'io lo seppi tenni pur modo di parlargli e fecigli un presente, pregandolo che mi volesse accettare in sua compagnia, dicendo ch'io andava dal suo signore per faccende importanti. Il qual mi accettò tanto benignamente quanto dir si potesse, con parole umane e cortesi dicendomi che mi accettava di buona voglia, e sperava in Dio condurmi a salvamento dal suo signore: parvemi una grazia da Dio, e molto lo ringraziai. Costui aveva con lui duo suoi schiavi schiavoni rinegati, i quali fecero stretta amicizia con li miei servitori, con molte offerte. E mi promisero che, quando il lor padron saria per partirsi, subito me lo fariano sapere: e cosí fecero; e io feci loro un presente, il qual mi valse.
      Adí 22, come è detto, partimmo da Tauris col detto cadi lascher; ed eravi ancora una carovana di molti Azami che andavano al nostro cammino, e per paura si accompagnarono con noi.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Terzo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1136

   





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