Pagina (930/1136)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Con li piedi tirati in su, talmente seggono a cavallo che nissuna botta, o ver percossa d'asta, o ver d'altre arme, alquanto gagliarda possono sostenere. Pochi usan gli speroni, ma i piú la sferza, la quale sempre al dito picciolo della man destra tengono, accioché quella, quando bisogno fia, piglino e usino: e, quando combattono, quella similmente giú dalla man loro abandonata ne penda.
      L'armi ordinarie sono gli archi, armi da lanciare, manare, e il baculo alla simiglianza del cesto, il quale in lingua rutenica kesteni, e in lingua polonica bassalick è chiamato. La lancia, quelli che sono piú nobili e piú ricchi l'usano. Hanno certi pugnali longhi, alla similitudine de' coltelli pendenti, e nelle vagine cosí reconditi e posti che a pena l'ultima parte del manico toccare e, dalla necessità costretto, con fatica cavar fuora tu possi. Le redine della briglia sono longhe, e nella parte estrema forate, e per quel buco se le legano al dito sinistro, accioché possino pigliare l'arco e quello similmente usare; e benché in un medesimo tempo tengono con le mani la briglia, l'arco, la lancia, l'asta e la sferza, nondimeno peritamente e senz'alcun impedimento l'usano. Alcuni de' piú nobili usano la corazza e il pettorale, elegantemente con certe squame e armilli fabricato; ma pochi usano la cresta a simiglianza di piramide nella sommità ornata. Alcuni hanno la vesta di lana bambagina benissimo foderata, accioché possino le percosse di ciascuna sorte piú facilmente sostenere.
      La fanteria e l'artiglieria nel conflitto giamai non usano, percioché quel che fanno, o vero in assaltare, o vero in seguitare il nimico, o vero in fuggire, fanno subito e velocemente, e cosí non possono essere perseguitati né per via della fanteria né per via dell'artiglieria.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Navigazioni e Viaggi
Volume Terzo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1136