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      Mentre stanno in queste consultazioni e ragionamenti sopravennero quelli nove cavalli, quali erano scampati dalle mani de' nimici, e dissero Giovanni Palitzki dover arrivar con la vettovaglia. Al qual Giovanni, benché la navigazione facesse con prestezza, nondimeno la fortuna fu contraria, percioché, perduta la maggior parte delle navi, con poche ne venne. Percioché, essendo per la continova fatica faticato molto, e per una notte nel lito del fiume Wolga riposò restando. Subito li Czeremissi con gran clamore là corsero e dimandarono chi navigasse: alli quali rispondendo li servitori di Giovanni, pensando esser quelli servi de' naviganti, dissero loro villania, minacciando il dí seguente volergli battere, che con gridi la quiete e riposo del suo padrone avevano impedito. A le quali parole rispondendo, li Czeremissi dissero: «Domani altre facende avremo da fare con voi, percioché tutti prigioni e legati vi condurremo in Cazan». La mattina adunque, avanti il levar del sole, percioché era una densissima nebbia, li Czeremissi all'improviso fecero impeto nelle navi, il che tanto terrore e spavento diede alli Ruteni che 'l capitano dell'armata, Palitzki, lasciate nonanta navi delle piú grandi in man de' nimici, in ciascuna delle quali erano trenta uomini, quasi nudo alla volta dell'esercito pervenne. Dapoi, di nuovo tentò ancora di portare nuova vettovaglia, ed ebbe la fortuna contraria, e dalle mani delli Czeremissi a pena scampò.
      Mentre li Ruteni dalla fame e dalla violenza ostile erano costretti e molestati, di nuovo dal principe Basilio fu mandata una buona cavalleria per la via del fiume Wiega, il quale da mezogiorno in Wolga fiume entra: e mentre quelli s'affrettano di congiungersi con l'altro esercito, venne due volte alle mani con Tartari e con li Czeremissi, e da una banda e l'altra fu combattuto sanguinolentemente.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Terzo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1136

   





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