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      Il tutto pieno era di giubilo e di festa, mostrando sin l'aere sentir questa allegrezza percioché per molti giorni inanzi e dopo l'incoronazione i tempi fur tanto tranquilli e dolci come se fosse a mezo primavera, onde diversi concerti d'uccelletti si sentivano, cosa che in quella stagion fu sempre insolita. Prima che il re dalle Ballicie si levasse lo venne ad incontrare (a guisa d'un grosso torrente che dagli alti monti scende) una folta, spessa e grossa squadra di senatori, di cavallieri, oltra il popolo e il volgo tutto e una moltitudine grandissima di persone dell'uno e dell'altro sesso, ornati con le ricche vesti a questo effetto fatte. Erano queste genti tante che empiendo tutti i campi fuor della cittade, i monti, i colli e le vicine strade, e cargando i tetti delle ville e degli arbori i rami, rapresentavano a' riguardanti il popoloso esercito di Xerse. Venne prima de tutti l'arcivescovo di Gnezna, primo senatore del regno polono, che si mandava inanzi doicento cavallieri vestiti all'ungaresca, con le lancie su la cossa, che risplendevano per il molto oro di che eran ricamate le lor sopraveste di seta. Ed esso li seguiva in una caretta rossa, tirata da sei cavalli di seta rossa coperti, e con esso venivano il vescovo di Posnania Adamo Konarsk e quello di Ploccia Pietro Miscowk, inanzi a' quali la croce era portata. Erano questi seguiti da Stanislao Slomousk, arcivescovo di Leopoli, e dal vescovo di Camenez, accompagnati ancor loro da una grossa banda di ben ornati e armati cavallieri.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quarto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 837

   





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