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      E dicono essere appresso il castello Obbi tal sua larghezza che sedici miglia polonici e ottanta werst moscovitice passa, e per fresco che sia il vento nelle vele doi giornate vi si sta a passarlo; e tanto spessi i pesci vi guizzano che i naviganti gli urtano coi remi. Abitano anco sopra questo fiume i popoli detti Vogulici e Hugritzchi, che animali di piú sorte pigliano e della lor carne si sostentano, non essendo punto tra lor il pane in uso; sono del granduca di Moscovia tributari, e di preziose pelle gli lo pagano.
     
     
      Dell'idolo detto la vecchia d'oro.
     
      È in questa regione d'Obdoria, alla bocca del fiume Obba, un certo antichissimo idolo intagliato di pietra, quale zolota baba, cioè vecchia d'oro, i Moscoviti chiamano. È la sua effigie una donna vecchia che tiene un puttino in braccio, e un altro appresso li sta, qual i paesani suo nepote essere affermano. Adorano questo idolo col divino culto gli Obdonani, i Iurhisci, i Vohulisci e altre genti ad essi confinante, zebellini e preziose altre pelle offerendoli e cervi elettissimi sacrificandoli, del sangue de' quali la bocca, gli occhi e gli altri membri dell'idolo bagnano, e la carne è cosí cruda da essi devorata. E mentre il sacrificio dura, domanda il sacerdote consiglio all'idolo di quanto far debbono, ed è fama (cosa in vero maravigliosa da dire) che esso suol dar risposte certe e predir le cose venture. Dicono anco che ne' vicini monti si sentono strepiti continui a modo di suono di trombe; il che io non penso che altro sia che qualche instrumento anticamente in essi posti, overo qualche sotterraneo canale dalla natura fatto, quali per il perpetuo soffiar de' venti rendono il detto suono che si sente.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quarto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 837

   





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