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      Accostandosi li nostri a questo luogo, gli uomini e le donne si miseno a fuggire e abbandonavano le sue case. Trenta femine e garzoni che erano prigioni, li quali questi canibali avevano presi d'alcune isole per mangiarseli e le femine per servirsene per schiave, fuggirono alli nostri, li quali, entrati nelle sue case, trovorono che avevano vasi di terra a nostra usanza e d'ogni sorte, e nelle cucine carni d'uomini lessate, insieme con pappagalli e oche e anitre, e altre in spiedi per arrostire. Per casa trovorono ossi di bracci e coscie umane, che salvavano per fare punte a sue freccie, perché non hanno ferro; e trovorono ancora il capo d'un garzone morto poco avanti, che era appiccato ad un trave, e gocciava ancora il sangue.
      Ha questa isola otto grandissimi fiumi, tra li quali n'è uno grande quanto il Tesino, con le ripe amenissime da ogni banda. Questa isola chiamorono Guadaluppa per esser simile al monte di Santa Maria di Guadaluppo di Spagna. Gli abitanti per proprio nome la chiamano Caruqueria, ed è la principale dell'isole de' Caribbi. Portorono da questa isola pappagalli maggiori che fagiani, molto differenti di colore dagli altri: hanno tutto il corpo e le spalle rosse, le ali di diversi colori. Non manco hanno copia di pappagalli che noi di passere. Ancora che li boschi siano pieni di pappagalli, nondimeno gli nutriscono e poi gli mangiano. L'admirante Colombo fece donar molti presenti alle donne che erano rifuggite a loro e ordinò che con quelli andassero a trovar li canibali, imperoch'esse sapevano dove stavano.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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