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      Per allora non poterono li nostri accostarsi a quella isola, essendo impediti dal vento da tramontana.
      Navigando dalla vista di questa isola lontani circa quaranta miglia, passorno per un'altra isola, la quale i predetti dell'isola Spagnuola dicevano esser popolatissima e abbondante di tutte le cose necessarie al vitto umano: e perché quella era piena di alti monti, gli posono nome Monferrato. Li prefati dell'isola Spagnuola e li recuperati da' canibali dicevano che alcune volte essi canibali andavano mille miglia per prender uomini per mangiarli. Il seguente giorno scoprirono un'altra isola, la quale per esser tonda l'admirante chiamò Santa Maria Ritonda. Un'altra il giorno seguente chiamò San Martino. Ma in niuna di queste si fermorono. Il terzo giorno ne trovorono un'altra, la quale fecero giudicio esser lunga per costa da levante a ponente centocinquanta miglia. Gl'interpreti del paese affermano queste isole essere tutte di maravigliosa bellezza e fertilità. E questa ultima chiamarono Santa Maria Antica. Dapoi la quale trovò altre assaissime isole, ma di lí a quaranta miglia una maggior di tutte l'altre, la quale dagli abitanti è chiamata Ay Ay, e li nostri la chiamarono Santa Croce.
      Qui smontorno per far acqua, e l'admirante mandò in terra trenta uomini della sua nave che ricercassero l'isola, li quali trovarono quattro canibali con quattro femine, le quali, visti li nostri, con man giunte pareva domandassero soccorso; le quali liberate per li nostri da' canibali, essi fuggirono alli boschi, come nell'isola Guadaluppa avevan fatto.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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