Pagina (64/1260)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Andato il detto governatore, trovò profondissime cave, come pozzi: li maestri di minere che aveva menato seco, crivellando la terra in diversi luoghi delle dette minere, quali duravano per spazio di circa sei miglia, giudicarono che quelli tenessero tanta quantità di oro che ogni maestro facilmente potesse cavar ogni giorno tre ducati di oro. Della qual cosa il governatore subito dette notizia all'admirante, il quale, inteso questo, deliberò tornarsi in Spagna. E cosí partí agli undici di marzo 1495.
      Partito l'admirante, il governatore suo fratello, per consiglio di quello, edificò appresso le prefate minere dell'oro una fortezza, e la chiamò la fortezza dell'Oro, perché nella terra con la quale facevano le mura trovorono mescolato oro. Consumò due mesi in far strumenti e vasi da ricorre e lavare l'oro, ma la fame il disturbò e costrinse a lasciar l'opera imperfetta; donde, partitosi di lí, lasciò alla guardia della fortezza dieci uomini, con quella parte che poté di pane dell'isola e un cane da prender alcuni animali simili a' conigli, li quali loro chiamano utias, e tornossi alla rocca della Concezione, nel mese che Guarionesio e Manicatesio signori dovevano pagar il tributo. E, stato lí tutto giugno, riscosse il tributo intiero da questi due caciqui, e oltre a questo ebbe molte cose necessarie al vivere, per sé e per gli suoi che aveva seco, li quali erano circa quattrocento uomini.
     
     
      Come il detto governatore edificò una rocca sopra un colle propinquo alle minere dell'oro, e fece tagliar gran quantità di verzini nei boschi d'alcuni caciqui.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





Spagna Oro Concezione Guarionesio Manicatesio