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      Condussero costoro la caravella, secondo il comandamento del governatore, al lito chiamato Xaragua, il che poi che ebbe inteso Anacaona volse andare insieme con il fratello a vederlo. E andando stettero una notte ad un borgo, dove essa aveva il suo tesoro, non di oro né di argento o veramente di altre gioie, ma vasi di legno necessari al vivere, come piatti, scodelle, catini di legno nerissimo e lucidissimo, maravigliosamente dipinti con teste di animali, serpi, fiori e altre simili cose. Delli quali vasi ne donò sessanta al governatore, con quattuordeci scanni del medesimo legname e al medesimo modo dipinti, i quali tutti si lavorano nell'isola Guanaba, ch'è alla parte di ponente della Spagnuola, con pietre di fiumi acutissime. Dettegli ancora quattro grandi palle di cottone filato finissimo e di diversi colori da far tele.
      Il giorno seguente andarono ad un villaggio del cacique appresso al lito; il governatore fece mettere ad ordine un suo brigantino, il cacique fece venir due canoe dipinte di varii colori, una per sé e altri suoi famigliari, l'altra per Anacaona e sue schiave. La quale, non tenendo gli occhi ad altro che al governatore, volse montar sola con il governatore in su 'l brigantino, le schiave la seguitorono in su la canoa. Giunti che furono non molto lontani dalla caravella, avendo il governatore fatto cenno, furono scariche tutte l'arteglierie, delle quali tanto fu lo strepito che risonò per il mare e monti vicini, con il fuoco e fumo che andava a l'aere, che Anacaona, attonita e fuor di sé, come morta cascò in braccio al governatore.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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