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      E per sua causa, e degli altri lasciati alla guardia della fortezza, Guarionesio cacique, non potendo tollerare li lor mali portamenti e insolenzie, se n'era fuggito con suoi famigliari a certi monti, lontani da Isabella circa dieci leghe verso ponente, in sul lito di tramontana; dove sono alcuni monti, gli abitatori delli quali si chiamano Ciquaghi, e il cacique Maiabonesio, lo stato del quale sono montagne aspre e dove difficilmente si può andare, talmente fatte dalla natura, che essendo vicini al mare si distendono in verso quello facendo un semicirculo a modo di duo corni. Nel mezzo di quelli è una pianura per la quale molti fiumi di chiarissime acque e abondanti sboccano in mare. Gli abitatori son tali che molti si pensano che abbino avuto origine da' canibali, perché scendendo alla pianura per guerreggiare tanti quanti prendono degli inimici vicini se li mangiano. Guarionesio si rifuggí alla fortezza di questo cacique, chiamata Caprone, portandogli molti gran doni di quelli che hanno carestia gli abitatori di quelli monti, dicendogli esser stato molto mal trattato dalli nostri, né mai aver possuto con umiltà e buone parole aver pace con essi; e per questo esser ricorso a lui, pregandolo che lui lo volesse aiutare e difendere dalla furia di questi cosí cattivi uomini. Maiabonesio l'accettò e fecegli gran carezze, promettendogli ogni aiuto contro li cristiani.
      Trovato adunque le cose cosí disposte, se n'andò alla fortezza della Concezione, vicino alla quale intese esser il detto Roldano, e che andava rubando quanto oro trovava in man degli Indiani, e sforzando tutte le femine che gli piacevano.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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