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      Ma tutti però ubbidirono e ricevettero l'admirante con lieto continente, come viceré e governatore che veniva in nome delli re catolici. E benché esso esercitasse il suo ufficio e governo per il miglior modo che poteva, non mancarono però giammai di quelli che delle sue cose si lamentavano; il che bisognava che cosí fosse, perché col favorire e aiutare uno bisognava che offendesse o mal trattasse un altro. E certo ch'ha da esser angelico piú tosto che umano quel governatore che vuol contentare tutti, perché altri sono inchinati a' vizii, altri alle virtú, chi a travagliarsi ed esercitare le persone, e chi al riposo e all'ozio, chi a spendere chi a conservare, e chi a una cosa e chi a un'altra; di modo che non si possono tante maniere d'uomini contentare che, per avere diversi fini e intenzioni, è molto difficile il potere intenderli, e il governatore bisogna che abbia una special ventura e favore divino per essere amato; benché non poco anco da lui dipenda, s'egli avrà queste tre cose sole, che sia retto e senza passione nelle cose della giustizia, che sia liberale e che non sia avaro.
      Ma, ritornando all'istoria, l'admirante diede ordine in fondare, o per dir meglio in reformare la città della Concezione della Vega, e la terra di S. Giacomo e quella del Bonao. Queste tre terre furono in questa isola Spagnuola fondate dal primo admirante don Cristoforo Colombo, il quale prima di queste vi fondò anco Isabella, il cui popolo (come s'è detto di sopra) fu trasferito in questa città di San Domenico.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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