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      Fra gli Indiani non è questa infermità cosí gagliarda, né cosí pericolosa come è in Spagna e nell'altre contrade fredde; anzi facilmente gl'Indiani con questo albero si curano. La qual cura si fa con molta dieta e con bere dell'acqua dove abbiano questo legno cotto, perché senza la dieta questo legno non giova, anzi fa danno. Non bisogna qui riferire il modo come questo rimedio s'applichi, perché è molto noto e si sa quasi da ognuno usare questo legno, e medesimamente perché, dove si ragionerà del legno santo dell'isola di S. Giovanni, se ne dirà piú a lungo; poiché l'uno e l'altro d'una maniera si cuoce e d'un medesimo modo si toglie, e già in Spagna lo sanno usare come qui per giovarsene. Ma bisogna sapere che il legno dee essere fresco il piú che è possibile, dico fuori dell'Indie, perché qui si può ogni dí avere e tagliare nel campo. E per questo in Spagna e fuori di questi luoghi hanno da cercare il piú grosso, perché piú tarda a seccarsi, e qui si ha a prendere il piú sottile, perché è piú tenero e piú purgativo. Gl'Indiani si curano cosí facilmente di questo morbo come fanno in Spagna della rogna, e lo tengono in meno, perché è loro molto commune. In questa isola Spagnola si tien famoso quel guaiacane che si porta d'una isoletta chiamata La Beata, che sta posta presso la costiera di questa isola. Altri si servono d'altro guaiacan, e l'eleggono secondo che piú loro piace.
      Ha questo albero la scorza tutta come macchiata di color verde, e piú verde e berrettino, come suole parer un cavallo falbo o rotato.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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