Pagina (871/1260)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      E un figliuolo di questo animale, o simile a lui, ma molto minore, faceva il somigliante, isviandosi sempre dal maggior alquanto. E, per quello che i marinai e gli altri che nella caravella erano dicevano, la giudicavano per balena, e per balenotto il picciolo. Le braccia che mostravano erano grandissime, e alcuni dicevano che le balene non hanno braccia. Ma quello che io viddi era della maniera che ho detto, perché io andava con gli altri dentro la caravella; dove veniva anco il padre Lorenzo Martino, canonico della chiesa di Castiglia dell'Oro, e il pilotto era Giovan Cabezas; e vi veniva anco un gentil uomo chiamato Sancio di Tudela, con molti altri che sono vivi e potranno testificare il medesimo, perché non vorrei mai di simili cose parlare senza testimonii. Alla estimativa e parer mio, ogni braccio di questo animale poteva essere da venticinque piedi lungo, e cosí grosso come è una botte, e la testa era piú che quattordeci o quindeci piedi alta e piú larga assai, e il resto del corpo piú d'altretanto. Egli s'alzava su in alto, e quello che mostrava d'altezza era piú che non è cinque volte alto un mediocre uomo, che fanno venticinque passa. E non era poca la paura che avevano tutti, quando ella coi suoi salti si veniva al vassello nostro accostando, perché la caravella nostra era picciola. E per quello che noi suspicare potevamo, pareva che questo animale sentisse piacere e facesse festa del tempo che venire doveva: perché presto si pose in mare un gran ponente, il qual vento fu molto al proposito nostro, perché navigando in pochi dí giungemmo alla città di Panama.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





Lorenzo Martino Castiglia Oro Giovan Cabezas Sancio Tudela Panama