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      Per questi segni penso io che siano le zecche, delle quali io sopra nel terzo capitolo feci una breve menzione. Ma poiché ora il caso mi si offerisce, dico che di piú di questo animale ve ne ha un altro che ha la medesima proprietà, ed è la sanguisuga vermiglia, che essendo picciolissima e sottile, s'alcuno insieme con l'acqua la bee e se l'attacca nella gola, vi si fa cosí grossa come un deto. Sono anco alcuni che costumano di cavarsi sangue con queste sanguisughe, perché le si pongono nel braccio o nella gamba dove loro piace, ed esse tanto vi succiano sangue che vi diventano grosse e lunghe come un deto, non essendo prima lunghe quanto una unghia e sottili come un filo. Questa è cosa che si vede ogni giorno e si può provare da chi vuole, e io ne ho veduta l'esperienzia in un gentil uomo mio amico, il quale, sentendosi indisposto, perché aveva per costume di cavarsi per questa via sangue, si pose in presenzia mia due sanguisughe in un braccio, le quali indi a mezza ora s'empierono di sangue e si fecero un deto grosse. Ed egli allora, levando queste via, vi pose dell'altre; e a questo modo fece finché si cavò tanto sangue quanto egli volse, e poi si legò quelle piaghette con telette di lino, come si suole fare quando altri per la via ordinaria e col ferro si cavano sangue. Ma in quel dí stesso, andando negoziando per la terra, se gli disciolse una di queste fascette di tela senza accorgersene, finché ebbe tutta la manica della camicia piena di sangue, e quella del giuppone anco.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260