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      Sí che di queste lucciole ne sono qui molte e di varie maniere, ma picciole; e ve ne è d'una sorte particolarmente che la chiamano cocuio, che è cosa certo molto notabile. Questo è uno animaletto assai noto in questa isola Spagnuola e in tutte l'altre convicine, ed è della spezie de' scarafoni, e cosí grosso come è la testa del primo deto grosso della mano, o poco minore. Ha due ali dure, sotto le quali ne sono due altre piú sottili, che vi si conservano e cuoprono quando questo animale non vola; il quale ha gli occhi risplendenti come candele accese, di tal sorte che onde volando passa fa l'aere vicino cosí chiaro e lustro come suole un lume acceso farlo, e se a prima sera, essendo tenebroso e oscuro l'aere, alcuno portarà in mano un cocuio, tutti quelli che dalla lunga li vedranno e averanno bisogno d'accendere lume vi verranno, credendo che una candela accesa sia. In effetto dagli occhi di questo animaletto esce tanto lume e splendore, che dentro una camera oscura e chiusa a questo lume solamente si vede assai bene a leggere e a scrivere una carta. E s'accoppiano insieme e legano o infilzano quattro o cinque di questi cocui, se ne servono tanto quanto d'una buona lanterna, nella campagna o per li boschi o per qualunque altro luogo, essendo di notte ben oscura.
      Quando si faceva in questa isola Spagnuola e nell'altre isole la guerra, si servivano i cristiani e gl'Indiani di questo lume per non si perdere e smarrire l'un l'altro la notte; e gl'Indiani spezialmente, che erano piú destri a prendere di questi animali, ne facevano collane, quando volevano essere visti una lega e piú lontani.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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