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      E perché s'era ritrovato nelle guerre passate, e si era già fatta e veduta prova del suo valore, era tenuto per persona atta e da confidarsene in simili casi; e perché era stato capitano nella conquista di Higuei, ebbe da quelli luoghi notizia, e intese dagl'Indiani che aveva seco, che nell'isola di Borichen era molto oro. Il che quando egli seppe, lo comunicò in secreto col commendatore maggiore, che in quel tempo in questa isola Spagnuola risedeva, e che li diede licenzia di passare all'isola di Borichen a tentare e vedere che cosa ci fosse, perché, se ben si sapeva l'isola ed era stata già discoperta dal primo admirante, non si trovava però conquistata né pacifica.
      Per questo effetto adunque il capitan Ponze tolse un caravellone, con certe genti e buone guide d'Indiani, e se ne venne alla terra del principale caciche o re dell'isola, il quale si chiamava Agueibana, come il fiume che s'è detto di sopra. Egli fu da costui ben ricevuto e corteggiato, perché questo re li diede di quelle cose che gl'Indiani per loro sostentamento avevano, mostrando d'avere piacere di conoscere e d'essere amico de' cristiani. La madre e 'l padrigno di questo caciche mostravano d'avere molto cari i cristiani e facevano loro molta festa. Il capitan Giovanni Ponze pose nome a questa cacica donna Agnessa, e a suo marito don Francesco, e ad un fratello di lei Agnasco, perché il medesimo Indiano volle essere cosí chiamato, dal nome d'un gentil uomo che col capitan Ponze andava, chiamato Luigi d'Agnasco.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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