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      E seguivali: "Non mi far male, signor cane". Tosto che il cane la sentí parlare a questo modo si fermò, e tutto mansueto le s'appressò e alzò una gamba e le urinò a dosso, come sogliono fare i cani in un cantone di muro, e non le fece altro male. Di che restarono assai maravigliati i cristiani e lo tennero per cosa misteriosa, sapendo quanto egli fosse feroce e furibondo. E il capitano, che non volle essere dal cane vinto di clemenzia, fece legarlo, e la povera Indiana spaventata, essendo chiamata, si ritornò dove i nostri erano, pensando che l'avessero per lo cane fatta chiamare, e tremando tutta di paura s'assise. Poco appresso giunse il governatore Giovan Ponze, e inteso il caso, non volendo essere con colei men pietoso di quello che le era stato il cane, la fece liberare, perché se ne potesse andare sicuramente dove piú piaciuto le fosse.
     
     
      Del compartimento degl'Indiani della isola di San Giovanni, e come fusse esequito.
      Cap. XII.
     
      Ritrovandosi l'isola di S. Giovanni pacifica, e raccomandati gl'Indiani a chi tenere li dovea, parve a quelli che questa altra nuova provigione procurarono che un altro che andato vi fusse gli averebbe meglio saputo compartire fra i cittadini che chi aveva veduto conquistare l'isola stessa; onde, essendo stato procurato e sollecitato questo, vi fu mandato un giudice di residenzia chiamato il licenziado Velasques, al quale diedero ad intendere che non si facesse ingannare dagli ufficiali e procuratori del popolo. E chi furono costoro che gliele diedero e seppero dare ad intendere?


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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