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      E cosí fece il suo atto di prendere la possessione di que' luoghi, secondo la forma e ordini che portava, senza avervi contradizione alcuna, e richiedette il sopradetto scrivano che gliene facesse una fede. Fatti questi debiti atti della possessione, pose nome Santa Croce all'isola, perché in tal dí discoverta l'aveva, e fece chiamare San Filippo e Giacomo la ponta della medesima isola detta di sopra.
      E doppo questo il capitano volse andare, con quelle genti che aveva seco, verso quella casa che avevano prima vista, ma non fu possibile di potervi andare, perché era quella contrada in parte fangosa e paludosa; e perciò s'imbarcarono ne' battelli e per andarvi per acqua, e andandovi viddero venire una canoa con certi Indiani che andavano verso le navi. Il perché il capitano fece dare volta e si ritornò all'armata, per sapere che cosa costoro volessero. La canoa s'accostò alla capitana, e alcuni degl'Indiani vi montarono su e cominciarono a parlare co' cristiani. Ma tosto che il capitano vi ritornò, vennero a presentarli un vaso di mele come quello di Spagna, ancorché alquanto agro, e dicevano che un di quelli Indiani era caciche e persona principale fra loro. Il capitano nostro li fece per Giuliano interprete dire che li cristiani erano del re di Spagna, e che venivano a vedere quella terra, che era sua. Offerirono loro da mangiare, ma non ne volsero, onde diedero loro camicie e altre cose che essi si tolsero. Dimandarono i nostri dove era il popolo loro, che il capitano co' suoi voleva andare a vederlo.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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