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      L'Indiano principale rispose che stava ivi presso, e che aveva piacere che vi andassero, e che esso voleva andare con la sua canoa a terra, dove sul lito aspettarebbe i nostri per menarli nella sua città. Ed essendo restato appuntato a questo modo, si partí via la canoa, e il capitano e le sue genti mangiarono e poi smontarono tosto co' battelli in terra, ma non vi ritrovarono l'Indiano che doveva guidarli.
      E perché stettero aspettando un pezzo e non vi venne niuno, deliberarono d'andare per certe viette che riuscivano alla costiera del mare, per vedere se quello fosse il camino per andare alla città: ma tutte queste vie andavano a finire in fangacci e pantani, e non fu possibile potere passare oltre. In tanto che voltarono a dietro alla volta delle navi, e tosto il capitano fece fare vela, per costeggiare l'isola e vedere di potere avere notizia di qualche terra abitata. Ed essendo poco andati, viddero presso alla costa del mare alcune picciole case, poste un tiro d'arco l'una doppo l'altra, e bianche e alte quanto è un uomo, e poco piú o meno, che, secondo dapoi si vidde, erano oratorii, e dove gl'Indiani i loro idoli tengono: ed erano queste case ben lavorate. E seguendo il camino loro le navi alla vela, essendo quasi posto il sole, viddero nella costiera del mare un edificio grande, a modo di torre o di fortezza, con molta gente sopra; ed essendo già fatta notte, sorsero le navi un tiro di pietra in mare dirimpetto a quella torre, dove presso si vedevano molti lumi accesi.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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