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      Il capitano fece star saldi i suoi senza ponto muoversi finché si tirasse l'artiglieria, e chiese Iddio e il mondo per testimonio che esso si difendeva da quelle genti, che senza averne cagione si movevano per offenderlo. E fatto tosto condur via nelle navi Giuliano l'interprete, perché non si perdesse o se n'andasse via, fece attaccare fuoco all'artiglieria, e incontinente poi rimesse e diede dentro con tutte le sue genti, chiamando Iddio e S. Giacomo contra gl'Indiani, finché li fece ritirare e fuggire nel bosco. E volendo ritirarsi, perché i suoi non fossero dalle freccie danneggiati per lo denso degli alberi, perché alcuni Spagnuoli leggieri erano dietro agl'Indiani fra questi boschetti entrati, perché non vi morissero vi ritornò a soccorrerli. E cosí stettero ravvolti con loro combattendo insieme, e il capitan Giovan Grigialva ne uscí ferito e con un dente manco e con un altro rotto, e la lingua alquanto tagliata per una frecciata che vi ebbe, e aveva due altre ferite presso al ginocchio. Cavarono morto dal bosco uno che si chiamava Giovan di Guetaria, e molti altri ne uscirono feriti, perché fra gli alberi gl'Indiani combattevano con vantaggio e a loro salvo, e quando bisognava fuggivano. E se non fosse stato per l'artiglieria e per quelli pochi balestrieri e schiopetteri che erano fra i nostri, vi sarebbono piú cristiani periti, perché non si potevano d'altre arme che delle già dette servire. E si crede che quelli tiri d'artiglieria e i balestrieri facessero molto danno e ammazzassero molti Indiani, ma non se ne può sapere il numero, benché se ne vedessero cadere alcuni e fosse in loro perciò la paura grande.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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