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      Questo dispaccio si fece in Valladolit nel 1513. Doppo di questo, nel 1519, Francesco di Garai mandò in Barzellona a Sua Maestà un suo creato, chiamato Giovan Lopes di Torralva, con certe mostre d'oro, che non se ne era prima in quella isola ritrovato. L'imperatore, sentendosi ben servito del Garai, il fece compartitore degli Indiani, e fece il Torralva, che era stato il messo, contatore dell'isola. Era stato Francesco di Garai prima in questa isola Spagnuola, per la sua industria e cervello, un ricco uomo e molto utile a se stesso, e molto piú fu poi con questa compagnia che col fisco regio fece: onde ne nacque che, ritrovandosi assai prospero de' beni che dà la fortuna e toglie, venne in maggiori desiderii, che furono cagione della sua rovina e morte, che a questo modo seguí.
      Nel 1523 fece il Garai una buona armata di navi e di gente, e bene provista di quanto bisognava, per passare in terra ferma a fare nuova terra e popolo presso al fiume che chiamano delle Palme, nella provincia di Panuco. Nel che si disse che li fu assai contrario Fernando Cortese, il quale, quando seppe che l'imperatore aveva fatto Francesco di Garai adelantado e governatore di quella provincia, si mosse tosto e andò a popolarla e farvi una terra, e quando poi il Garai vi passò, né gl'Indiani né i cristiani volsero all'ufficio admetterlo: e dicono alcuni che ciò per arte del Cortese avvenisse, ancorché egli se ne iscusasse. In effetto, trovandosi il Garai disbarattato, se n'andò nella città di Mescico, dove fra pochi dí morí.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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