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      Onde, perché questo licenziado non sapeva di guerra e si confidava solo nella sua buona intenzione, che nel vero fu buona e santa, lo errò facilmente nel principio, e, pensando convertire gl'Indiani, diede loro arme con che i cristiani ammazzassero. Di che altri danni nacquero, che qui, per fuggire prolissità, si lasciano. E questo stesso o il simile avverrà e suole avvenire a tutti quelli che si prendono l'ufficio che non sanno: percioché, se costui pensava, col fare la croce e con mostrare di sé buono esempio, pacificare quella terra, non dovea andarvi con arme, ma tenerle come in deposito in mano d'un capitano destro e atto, e quale s'acconveniva che tenere le dovesse per quello che accadere poteva.
     
     
      Della seconda provigione che si fece per soggiogare la costiera di Cumana e castigare gl'Indiani ribelli, e della fortezza che ivi si fece per la guardia del fiume di Cumana, che è in terra ferma.
      Cap. VI.
     
      Ritornato che se ne fu il capitano Gonzalo d'Ocampo in questa città di San Domenico, tosto l'admirante don Diego Colombo e gli auditori di questa regia audienzia, con gli altri ufficiali di Sua Maestà, mandarono un altro capitano alla conquista di Cumana: e questi fu Giacomo di Casteglion, di questa città, che andava per rimediare agli errori delli capitani passati già detti e per raccorre e riunire insieme le genti che erano restate disperse, cosí di quelle del capitan Gonzalo come di quelle del licenziado Bartolomeo, benché questi lavoratori di poco conto e utile fossero, e ne fossero assai pochi restati vivi.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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