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      Questi pochi raccolti fra gli altri si curarono, perché andavano cosí infermi che parevano piú morti che vivi. Due di costoro stettero poi qualche tempo in casa mia e si fecero ricchi: l'un si chiamava Anton di Salamanca, che era di Segovia, e l'altro era quello Alvaro di Aghillar al quale era la prima sorte caduta di dovere esser morto e mangiato, e che io poi il feci luogotenente di scrivano generale per lo secretario Lope Conciglio in quella città del Darien, che fu poi chiamata Santa Maria dell'Antica, e guadagnò molto, e morí poi nella città di Panama nel 1530. E uno anno avanti era morto l'Anton di Salamanca, che era diventato mercadante e avea cumulato molti danari e robba. Un altro di coloro si chiamava Ternero, un altro Giovan Calderone, i quali con gli altri compagni indi a pochi anni morirono, doppo che quella tanta calamità loro avvenne.
      Io dimandai molte volte ad alcuni di costoro che orazione specialmente facevano e se fecero voto alcuno, e mi dissero che ciascuno di loro si raccomandava a Dio e piangeva i suoi peccati. E l'Alvaro d'Aghillar e l'Anton di Salamanca e 'l Ternero mi dissero che avevano fatto voto d'andare in pellegrinaggio a Nostra Donna di Guadalupe, e che cosí credevano che la gloriosa madre del figliuolo di Dio gli avesse miracolosamente scampati.
     
     
      D'una nave che si perdé nel mare e vi s'affogò, e si salvò nel battello tutta la gente, che stette dodeci dí senza mangiare né bere altro che due libbre di biscotto, perché nel mezzo del mare si trovavano.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Quinto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1260

   





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