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      Poi la mattina diedero nelle altre navi compagne, cioè la zelandica e l'enchusana, le quali l'istesso giorno erano venute d'Weygats, e narrarono ognuno fin dove erano arrivati.
      Gli Enchusani avevano passato Weygats e dicevano aver trovato, oltre lo stretto d'Weygats, uno spazioso mare e aver in quello navigato verso levante 50 overo 60 miglia, talché giudicavano esser arrivati fino intorno alla lunghezza del fiume Obi, che esce di Tartaria, e che 'l continente della Tartaria di nuovo si stendeva verso greco; onde facevano congiettura d'essere stati poco lontani dal promontorio Tabin, il quale è l'estremo della Tartaria, voltandosi indi verso il regno del Cataio verso siroco e poi all'ostro. E parendo loro d'aver scoperto assai ed esser tempo omai di ritornare, sendo stato dato loro commissione solamente di cercar commodità di passare e che tornassero a casa avanti il verno, perciò erano tornati verso lo stretto di Weygats, ed esser capitati in una isola larga intorno cinque miglia verso siroco d'Weygats e al lato di Tartaria, a cui diedero nome isola degli Ordini, nella quale avevano ritrovato molte pietre di cristallo nativo, che somigliavano una spezie di diamanti.
      Essendosi adunque ritrovati insieme, come s'è detto, per segno d'allegrezza scaricarono l'arteglieria; ma giudicavano che Guglielmo di Bernardo, avendo circondata la Nuova Zembla, fusse per lo stretto d'Weygats ritornato. Communicato adunque fra di loro ciò che avessero osservato, e dati segni della commune allegrezza, si accordarono e s'apparecchiarono al ritorno.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Sesto
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1486

   





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