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      La storia narra qualmente, dalla costa d’oriente, le popolazioni slave e tedesche si trovarono continuamente alle prese, spostando di secolo in secolo la comune frontiera, secondo il risultato delle guerre e delle reciproche conquiste. Soltanto gli Czechi furono preservati dalla trasformazione etnologica per effetto della barriera continua dei monti della Boemia, uno dei pochi limiti naturali dell’Europa centrale; senza la Sumava, i monti dei Metalli ed i Sudéti, i Boemi si direbbero e si crederebbero Tedeschi, come milioni dei loro fratelli di razza in Prussia e in Austria.
      Così il dominio della razza germanica sopra una gran parte dei suoi contorni è privo di frontiere precise, e qualunque sieno i confini fissati per trattati, in molti luoghi riesce difficile dire dove incominci la vera Germania: emigrazioni armate, invasioni dall’estero, guerre improvvise, lenti impulsi di popoli, resero sempre più incerta e fluttuante la linea di separazione. Ma, per un singolare contrasto l’interno delle contrade è diviso da piccoli gruppi di montagne in bacini parziali abbastanza distinti gli uni dagli altri e quasi predisposti a ricevere popolazioni separate. Il territorio si presenta ineguale e frastagliato da montagne e da foreste e svariatissimo per condizioni geologiche specialmente al nord della valle del Meno, dall’angolo occidentale della Boemia all’altipiano delle Ardenne; quella è anche la parte in cui il regime feudale fu più forte e si mantenne più a lungo, lasciando dietro a sè una folla di piccoli Stati, che conservarono sino a tempo recente gli avanzi della loro indipendenza.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume 1 - Introduzione generale - L'Europa centrale
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1884 pagine 1407

   





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