Pagina (114/1124)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      La loro condotta giustifica pienamente il motto, che si attribuisce ad Ahmed sciah nel parlare del suo paese: "Diffidate del mio alveare; le api vi sono, ma non c'è il miele!". Per evitare le difficoltà diplomatiche e le cause d'intervento, il governo inglese permette raramente a' suoi sudditi di viaggiare in tempo di pace sul territorio afgano. Fin nell'Afganistan occidentale, sulla strada da Farah ad Herat, s'incontrano di tratto in tratto caravanserragli, che gl'Inglesi hanno costruito e di cui non osano più servirsi: nel 1840, cioè già mezzo secolo fa, gli avamposti degl'Inglesi si trovavano a nord del colle di Bamian, là dove sono oggi quelli dei Russi, ed i loro cannoni si vedono ancora, abbandonati nel fondo dei torrenti, che si dirigono verso l'Oxus [163].
      L'emiro del Pukhtun-khwa, antico ospite della Russia, ed oggi pensionato dell'Inghilterra, rappresenta esattamente lo stato politico del suo paese, ambito da due potenze rivali. Il suo regno è molto più vasto di quanto potrebbe spiegarlo il suo potere reale: sono i due Stati protettori, che hanno tracciato i confini delle provincie tributarie di Kabul. A nord dell'Indukush, del Koh-i-Baba, del Siah koh, i paesi di montagne e le pianure, che si stendono fino all'Oxus, sono una dipendenza naturale del Turkestan russo, e, se il governatore generale, che regna a Tasckent, non vigilasse alle frontiere, gli agenti, che vanno a raccogliere l'imposta per l'emiro di Kabul nel Kunduz e nel Badakscian, sarebbero facilmente fatti a pezzi.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume IX - L'Asia Anteriore.
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1891 pagine 1124

   





Ahmed Afganistan Farah Herat Inglesi Inglesi Bamian Russi Oxus Pukhtun-khwa Russia Inghilterra Stati Kabul Indukush Koh-i-Baba Siah Oxus Turkestan Tasckent Kabul Kunduz Badakscian