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      Nell'estate, la maggior parte degl'indigeni medesimi va a cercare un rifugio sul continente, nei boschetti di Minab; le miniere di zolfo e di sale sono cavate dagli Arabi durante cinque mesi dell'anno. Però una specie d'antilope vive in quest'isola di pietra e di sale [407].
      Hengiam, che un canale di due chilometri separa da una punta meridionale della grande isola, era stata pure indicata come futuro porto di marina britannica; ma si è dovuto rinunziarvi per le stesse ragioni; a meno di usare precauzioni eccezionali, un europeo non vi passerebbe l'estate senza soccombere alla follia od alla morte. Tuttavia l'isola una volta era assai popolosa; migliaja di casette di pietra sono sparse nelle depressioni, del pari che numerose cisterne rivestite d'un cemento indistruttibile; avanzi di colture a terrazze si vedono sui pendî; all'estremità settentrionale si riconoscono ancora le rovine di una città ragguardevole, nella quale sorgevano due moschee. Abitano ora l'isola circa 200 famiglie arabe venute da Sciargiah, sulla costa d'Oman, si sono stabilite a sud per utilizzare i banchi d'ostriche perlifere: una sorgente povera fornisce loro un po' d'acqua salmastra. Nell'interno, ammassi di rupi sono composti di sale, screziato da corpi stranieri di rosso, giallo, verde; una fessura che s'apre in una collina di calcare e salgemma termina con una caverna piena di pirite, che brilla come l'oro al chiarore incerto delle lampade [408].
      Lingiah, primo scalo dei battelli a vapore, che entrano nel golfo Persico, è un villaggio lungo da tre a quattro chilometri, che orla la spiaggia ombreggiata di datteri ed è dominato a nord da un monte alto quasi 1,200 metri; l'ancoraggio è migliore e più vicino alla riva di quello che a Bandar-Abbas: in questo porto si fa la vendita delle madreperle e delle perle di Bahrein ai negozianti dell'India [409]. I marinai di Lingiah, Arabi ed Africani, possiedono circa 150 barche, delle quali una diecina adoperano nella pesca delle perle, e costruiscono navi di legno importato dall'India; dai loro cantieri sono state varate recentemente barche di 500 ed anche 800 tonnellate.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume IX - L'Asia Anteriore.
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1891 pagine 1124

   





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