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      Piccoli monticelli, che furono isole un tempo, sono collegati alla terraferma. Plinio cita il promontorio di Levke (Leuce) come conquistato così sulle acque, e questa punta, conosciuta dai Turchi sotto il nome di Tres-tepeh, giace oggi a più di 4 chilometri dalla spiaggia esterna, separata dal golfo di Smirne da lagune di pesca.
      [Tavola 38.png - GOLFO DI SMIRNE. - VEDUTA GENERALE DI KARA TASH E DI GIOZ-TEPE. Disegno di Taylor, da una fotografia comunicata dal signor Héron].
      Diviso in parecchi bracci, il Ghediz-tsciai continua a far indietreggiare il mare su tutto il contorno del suo delta, ma in una maniera molto ineguale, secondo la direzione della corrente principale. Una volta s'espandeva sopratutto dalla parte di ovest verso le colline di Focea; adesso le bocche del delta s'avanzano a sud come per sbarrare l'entrata del porto di Smirne. Durante il periodo delle piene, il mare è giallo di torbide fino ad una gran distanza dalla foce. Dal lato orientale, in tutto il porto, l'acqua ha perduta la sua trasparenza; è raro che, per effetto delle correnti e di circostanze metereologiche favorevoli, essa presenti l'aspetto dei flutti del largo del mar Egeo; la parte orientale del golfo ha assunto l'apparenza d'un lago, e se i lavori dell'uomo non intervengono per proteggere il porto, questo si separerà dal mare e diventerà un bacino completamente distinto: è una semplice questione d'anni e si può già calcolare l'epoca precisa, nella quale lo stretto si chiuderà. Davanti alla bocca principale del Ghediz, le navi trovano ancora un'apertura di oltre 2 chilometri, dove la profondità varia da 20 a 40 metri, ma ad est, il canale, ristretto fra una punta fortificata della riva meridionale ed un banco di sabbia delle spiaggie del nord, non ha più che una larghezza di 43 metri, e la sua profondità, di circa 19 metri, diminuisce annualmente di 2 o 3 centimetri; le tempeste hanno a volte approfondito il passo, ma, dopo queste improvvise reazioni del mare, il lento lavoro d'interrimento è ricominciato ed il fondo s'innalza di nuovo.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume IX - L'Asia Anteriore.
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1891 pagine 1124

   





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