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      Le valli delle montagne e gli altipiani dell'interno offrono la più grande varietà di climi, secondo l'altezza, l'esposizione, il rivestimento vegetale o la nudità del suolo e le mille diversità del rilievo. Ma un carattere generale di tutta la regione dell'Asia Minore compresa fra le protuberanze montuose del contorno è la scarsità delle piogge. Le nubi portano agli altipiani anatolici una leggiera proporzione d'umidità, e le coste stesse ricevono dal cielo meno acqua che l'Europa occidentale: benchè la superficie dell'Asia Minore sia press'a poco uguale a quella della Francia, la portata totale de' suoi fiumi non dovrebbe essere valutata a più di 2,000 metri cubi al secondo, circa il terzo della portata di tutti i corsi d'acqua francesi. In contrasto colla regione pontica, dove la precipitazione d'umidità è notevolissima durante la stagione calda, la Penisola appartiene alla regione subtropicale, che si distingue per la mancanza od almeno la rarità delle piogge estive; così a Smirne, dove i venti di mare portano pure qualche po' d'acqua, la precipitazione nei tre mesi di giugno, luglio ed agosto è di 4 centimetri soltanto, nemmeno la quindicesima parte della pioggia annua;[769] ma in certi distretti dell'interno sei o sette mesi si succedono senza che l'azzurro del cielo sia animato dal moto delle nuvole. Mentre il clima del litorale può essere paragonato nel suo insieme a quello della Francia mediterranea, negli altipiani dell'interno si ritrova un regime metereologico analogo a quello delle steppe del Turkestan [770].


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume IX - L'Asia Anteriore.
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1891 pagine 1124

   





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