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      La larga apertura, che utilizza questa strada, separa l'Anti-Libano da un'altra catena, che si potrebbe considerare come un semplice prolungamento della cresta del nord: è l'Hermon o Giebel-ech-Sceikh, il "monte del Re", che meriterebbe pure l'appellativo di "monte degli Dei", in memoria delle divinità i cui templi sorgevano sulla cima delle rupi. Secondo le antiche leggende, gli angeli colpevoli vi caddero quando furono precipitati dal cielo. L'Hermon, come il Libano, è una montagna sacra, e dappertutto sorgono cappelle al posto dei santuari antichi: gli alti luoghi sono tenuti nella stessa venerazione d'una volta; soltanto san Giorgio, Elia ed il profeta Giona hanno surrogato Baal, Adone od Eliun [947]. Il monte stesso era tenuto per un dio e si è rilevato che i templi dei dintorni erano orientati nella direzione della cima principale; a quel modo che il musulmano prega cogli occhi rivolti verso il santuario della Mecca, così i Siri adoravano guardando l'Hermon [948]. Dirupatissimo nei due versanti, il monte del Re è coronato da un picco a tre punte, che s'innalza fino a 2,827 metri sopra il Mediterraneo, ad un'altezza più grande ancora sopra la pro-fonda depressione nella quale scorre il Giordano; da questa cima potente, inferiore soltanto ai dossi supremi del Libano, si abbraccia un immenso panorama, che si stende dal Mediterraneo al gran deserto;[949] un abisso profondo, dentro al quale spariscono le acque di pioggia e di neve, s'apre accanto ad una delle tre punte, che porta le rovine di un antico tempio, probabilmente quello di Baal-Hermon.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume IX - L'Asia Anteriore.
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1891 pagine 1124

   





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