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      Ad est del mar Morto, i dirupi sono più difficili ad ascendere; i monti sorgono con pareti ripide ed i burroni degli uadi penetrano nell'interno come strette vie fra muri verticali. La vegetazione è rara sui pendii e sugli altipiani di questa regione d'El-Belka, più generalmente designata coi nomi degli antichi popoli che l'abitavano, Ammon e Moab [955]. Però la nudità di questi monti non è paragonabile a quella del gruppo calcare della Giudea, ad ovest del mar Morto: non solo i fondi bene inaffiati sono pieni di macchie verdeggianti, ma gruppi di quercie, pistacchi, lauri, crescono sulle terrazze rivolte verso i venti umidi del Mediterraneo. In media le montagne transgiordaniche sono più alte di quelle della Palestina. Il Giebel-Ocha o "monte d'Osea", situato press'a poco dirimpetto al Tell-Asur, ha 1,058 metri; una cima di Moab raggiunge 1,170 metri, e più a sud i monti, che orlano ad oriente l'Ued-Arabah e vanno a raggiungere le montagne di Madian, superano l'altezza di 1,200 metri. Fra tutti questi picchi d'oltre-Giordano o della Perea, il più famoso, ma non il più alto, è il Giebel-Neba, che la tradizione indica come il monte Nebo, da cui Mosè avrebbe contemplato, di là dal Giordano, la terra promessa al suo popolo ed a lui vietata.
      Le montagne del sistema sinaico sono assai nettamente se-parate dai gruppi della Palestina. L'Arabia di Petra, chiamata anche "Petrea", come dire "Pietrosa", è infatti sparsa di rocce e di colline irregolari, alte da 400 a 600 metri, cui larghe gole separano in gruppi distinti.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume IX - L'Asia Anteriore.
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1891 pagine 1124

   





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