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      Per varî secoli dopo la riedificazione di Gerusalemme per opera di Adriano, la città stessa era chiusa a loro, e sotto la dominazione cristiana, prima di Omar, essi ottenevano solo a prezzo di molto danaro il permesso di andare, una volta l'anno, a piangere nel loro tempio profanato. Nel secolo scorso il numero degli abitanti ebrei della città era limitato a trecento.
      I monumenti religiosi dei cristiani sorgono nella parte nord-occidentale della città, fra la porta di Betlemme e quella di Damasco, nel posto d'un tempio di Venere. Là si trovano riuniti in uno stesso gruppo di costruzioni, diverse d'età e di stile, quasi tutti i luoghi venerati che tradizioni diverse, le une recenti, le altre datanti dall'epoca delle crociate e dal secolo di Costantino, designano quale teatro delle scene della Passione. Chiese, cappelle e cripte, una volta distinte, formano un dedalo di navate e di gallerie non appartenenti allo stesso culto; ad eccezione dei protestanti, le grandi confessioni religiose rappresentate in Palestina hanno ciascuna la loro parte di proprietà intorno al sepolcro. La navata principale, dove si trova il "centro del mondo", segnato da un pilastro in un circolo di marmo bianco, è posseduta dagli ortodossi greci; i francescani hanno pure la loro chiesa; la sala del Calvario è divisa in due cappelle, delle quali una è dei Latini e l'altra dei Greci; la cripta di Sant'Elena appartiene ai cristiani d'Abissinia, ma gli Armeni vi hanno diritto di locazione, ed i Latini vi hanno una cappella laterale.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume IX - L'Asia Anteriore.
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1891 pagine 1124

   





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