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      In certi punti i tuffatori discendono al fondo dello stretto poco alto, che separa Bahrein dal continente, per riempire i loro otri al getto d'acqua dolce che zampilla dalle fessure della roccia. Nell'isolotto di Moharek le donne e le ragazze, portando sulla testa una giara di maiolica, passano a guado un piccolo stretto per andare ad una cinquantina di metri dentro il mare, ad attingere al limpido spruzzo che sfugge da una rupe insulare [1143]. Sul litorale del continente quasi tutte le sorgenti sono termali ed in grandissimo numero solforose, il che Palgrave attribuisce ad un residuo d'attività vulcanica; in certi punti l'acqua fumante zampilla dalle ceneri o dalle lave. Accanto alla maggior parte delle sorgenti s'elevano piccole colline, monticelli formati probabilmente dalle sabbie, che l'acqua ha rigettato dalle profondità [1144].
      L'Arabia è una delle regioni "ardenti" della Terra: l'equatore termometrico, ripiegato verso l'emisfero settentrionale dal focolare di calore che formano le sabbie del Dahna, rasenta le coste meridionali della Penisola: Aden, Makalla, Mascate sono nel novero di quegli "inferni" menzionati nei motti dei marinai, e più d'una volta gli Europei, avventuratisi in pieno sole fra i muri bianchi, che riflettono il calore, sono stati colpiti d'insolazione mortale. Nell'isola d'Aden la temperatura media dell'inverno è superiore a quella delle estati europee. La temperatura di 40 gradi centigradi all'ombra non sono rare a Mascate, anche nel mese d'aprile e con una calma perfetta;[1145] nel Tehama dell'Assir esse ascendono spesso a 42 gradi;[1146] ma in piena estate e quando il vento soffia dal deserto, il calore diventa molto più forte: supera 50 gradi, e gli Europei, malgrado tutte le loro precauzioni, rischiano di soccombere sotto quel clima ardente;[1147] spesso l'ardore del sole fa scheggiare la pietra [1148]. Nelle pianure dell'Arabia centrale la temperatura media delle sorgenti, che non può molto differire da quella dell'aria, è di 28 a 29 gradi centigradi [1149]. Anche gli indigeni hanno molto da soffrire nell'atmosfera scottante dell'Arabia: le malattie sono così comuni sul litorale arabo come sul versante iranico del golfo Persico; il rachitismo, le infermità di ogni sorta, la cecità sopratutto colpiscono la popolazione del litorale.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume IX - L'Asia Anteriore.
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1891 pagine 1124

   





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