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      Alcuni giardini stanno lungo i kheran, o letti sabbiosi, talvolta umidi, che attraversano la città, ma pressochè tutte la capanne sono circondate da campi di dokhn. Durante la siccità, non si vedono tra le capanne, che spazi pieni di polvere; la città intiera offre un desolante aspetto; ma verso la fine del kharif, quando la vegetazione è nel suo rigoglio, i quartieri esterni di El-Obeid prendono l’aspetto di grandi praterie, ed i tetti conici dei tokul si mostrano appena al disopra del mare ondeggiante del dokhn dalle rosse spiche. Prima della guerra, la popolazione di El-Obeid, compresi i villaggi dei dintorni, era calcolata a 30,000 abitanti. Un viaggiatore italiano arrischia persino la cifra di 100,000 individui; ma è probabile che la capitale del Cordofan sia diventata pressochè deserta dopo che il Mahdi ha ordinato, sotto pena di morte, di abbandonare le case di mattoni e di abitare, sia sotto la tenda, sia la capanna di frasche, purchè nessuno indizio esterno attesti una disuguaglianza fra i musulmani, tutti «figli dello stesso padre»(591).
      Al sud-ovest di El-Obeid, un gruppo di casolari ha qualche importanza, Abù-Baraz, si trova in una larga valle coperta di boschi, in mezzo a giardini circondati da siepi vive. Un’altra città, Melbeis, è costruita in un basso fondo, presso una palude riempita dalle acque che scendono dalle montagne del Cordofan. Non lungi di là, sulle rive del khor Kachgil, tributario dell’Abù-Hable, venne combattuta, nel 1883, la battaglia decisiva che mise un termine alla dominazione egiziana collo sterminio di un esercito di undicimila uomini.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume X parte I - L'Africa settentrionale
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1887 pagine 1017

   





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