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      Gli Egiziani, ricevendo la religione dagli Arabi, hanno anche, malgrado la loro grande superiorità di numero, appreso la lingua dei vincitori, che parlano del resto con purezza; la università di el-Azhar, al Cairo, è persino il luogo dove si discutono le quistioni più delicate della grammatica e della letteratura araba. L’uso di qualche parola turca o cofta ed il modo particolare di pronuncia per certe lettere, sono le sole differenze della lingua egiziana confrontata con quella dell’Hegiaz. Arabi per la religione e per l’idioma, gli Egiziani diventarono Turchi per l’ordinamento politico, l’amministrazione, la mancanza di aristocrazia ereditaria. Si sono anche uniformati all’esempio dato dai loro conquistatori arabi e turchi quanto alle istituzioni sociali. Sono poligami più volontieri dei Turchi, specialmente nelle classi dirigenti, ma è raro di incontrare contadini che abbiano più di una moglie. Il divorzio si pratica più che in qualunque altro paese musulmano; quasi la metà dei matrimoni finiscono presto o tardi con un ripudio. Finalmente, in certe famiglie cofte, avvi ancora l’usanza di contrarre matrimoni temporanei, persino per qualche settimana; i sacerdoti benedicono anche queste unioni con solennità, come se dovessero durare tutta la vita. Gli è vero che, se gli sposi lo desiderano, il matrimonio di prova può diventare definitivo. Cugini e cugine sono spesso fidanzati sino dalla culla e contraggono matrimonio appena ne abbiano la potenza. L’adulterio è raro nelle famiglie.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume X parte I - L'Africa settentrionale
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1887 pagine 1017

   





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