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      “Questo terreno deve darti tanto grano, pagami perciò tanti daullà. Se non lo coltivi, peggio per te, e se non paghi, mi prendo la terra e la dono ad uno più diligente di te”.
      Una delle principali cause, che impediscono lo sviluppo dell’agricoltura, è senza dubbio il gran numero dei giorni, nei quali, per precetto religioso, è vietato di lavorare i campi. Nel luglio 1881, un ordine del Re ha fatto una riduzione ai giorni del riposo: è un progresso, ma che ancora non basta. Con la nuova disposizione, i 12 giorni per ogni mese che erano dedicati alla Madonna, sono stati ridotti a 4: oltre a questi però, c’è il sabato e la domenica di ciascuna settimana, 8 giorni per la Pasqua, un giorno per il Natale, 2 per la Croce, ossia circa 167 su 365 giorni dell’anno.
      L’Abissino è rilassatissimo di costumi; cambia donne come cambiasse camicia: la famiglia presso di lui non è costituita, e non so proprio come facciano a raccapezzare le successioni: nemici giurati come sono dell’islamismo, in questo però sono peggiori dei musulmani. Pure sono religiosissimi; nei giorni festivi assistono agli uffici divini; digiunano scrupolosamente nei giorni comandati, ed il loro digiuno è dei più rigorosi, perchè in quei giorni non possono prender cibo nè bere fino alle 2 circa pomeridiane. Allora solo prendono un pasto, che consiste di engierà, con una salsa di farina di piselli, o di fave, o di lenti con acqua, berberi e cipolle; i più ricchi si servono dell’olio; ma sono esclusi, oltre la carne, tutti i latticini.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume X parte I - L'Africa settentrionale
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1887 pagine 1017

   





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