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      Faenza sarebbe stata fondata da coloni dell'Attica, e denominata dall'ajuto (faventia) prestato ai Romani contro Annibale; fu persino chi cantò che l'eccelsa città
      prese nome da coluiChe sì mal carreggiò le vie del sole
      E cadde in Po.(308)
      Ora unita, or avversa a Ravenna, dominata da Guelfi e più da Ghibellini, resistette nel 1241 otto mesi a Federico II ed a sessantamila imperiali. Poi l'ebbero i Manfredi, ai quali la tolsero prima, per poco, l'Albornoz, più tardi Cesare Borgia. Morto Alessandro VI, vi ritornò un Manfredi, vinto quasi subito dai Veneziani; ma a questi, dopo la rotta d'Agnadello, sottentrò definitivamente il dominio pontificio. Faenza ha quattro porte antiche e due nuove, belle piazze, grandiosi edifici, vie ampie e regolari, nobile aspetto, e a poca distanza divallano ridenti colline. La cattedrale, Santa Maria ad Nives, coll'antico campanile, il palazzo comunale, già corte dei Manfredi, la ricca pinacoteca civica, e molti palazzi privati adornano la città, che non sai se più ricca di istituti di beneficenza o di scuole, biblioteche, musei. La tessitura dei rigatini, l'ebanisteria, la costruzione di veicoli vi hanno antica fama, ma Faenza andò celebre da secoli nel mondo, sovratutto per le sue ceramiche (fayences), ricercate anche più, dopo che alle forme classiche si aggiunsero le raffinatezze del gusto moderno.(309) Erano di Faenza Evangelista Torricelli, il matematico Castelli, i Vettori, Dionigi Strocchi, Tommaso Minardi. Anche nei dintorni sorgono artistiche chiese; il borgo d'Urbecco è unito alla città da un ponte di ferro costruito in luogo dell'antico, un vero monumento d'arte, portato via dal Lamone nella piena del 14 settembre 1842. Nel circondario di Faenza si notano Castel Bolognese, città quadrata, cinta di fossati e di mura, con bei portici e artistiche chiese; Solarolo, pure murato, col santuario della Madonna della Salute; Brisighella, con cave di gesso, zolfi, marmi, e acque minerali, e Riolo, colle grotte di Tiberio, la rocca eretta da Caterina Sforza e gli avanzi di numerosi castelli.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
Volume V - Parte seconda - L'Italia
di Elisée Reclus
Società Editrice Libraria Milano
1902 pagine 794

   





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