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      Non si può nascondere che non vi sia in Tunisia ostilità fra i due gruppi di coloni, francese ed italiano. Questo non ha ancora riconosciuto il fatto compiuto e si considera come un naturale erede, privato per forza del bene che gli spettava di diritto per la situazione geografica e per gli interessi ch'egli vi aveva stabilito. Anche nella città di Tunisi la lotta economica fra le due colonie straniere ha preso un carattere d'odio nazionale: due strade ferrate, una italiana dalla Goletta, una francese da Bona-Guelma, finiscono ciascuna in una metà del quartier franco, senza ricongiungersi verso la marina con una via laterale. Le due imprese, aventi ciascuna interessi garantiti dal bilancio della propria nazione, s'interdicono l'una all'altra l'accesso nel loro dominio.
      Nondimeno dall'occupazione della Tunisia, come complemento del territorio algerino, ne venne di conseguenza la vittoria dell'elemento francese. Poco fa l'italiano era tra le lingue dell'Europa quella che vi predominava; perfino in famiglie francesi, i fanciulli avvezzi a parlare coi coetanei venuti dalla Sicilia e dal Napoletano, finivano col non servirsi più nel conversar quotidiano del linguaggio famigliare. Ora invece avviene il contrario; è il francese che predomina tra gli Europei ed i Maltesi. Nelle vere scuole civili e delle congregazioni, come pure nella grande scuola della strada, ebrei e musulmani apprendono il francese divenuto, dopo l'arabo, la lingua del paese. Già furono aperte scuole regolari nella maggior parte delle grandi città tunisine, e Tunisi, Gabes, Sfakes, Monastir, Susa, Kairuan, Biserta, el-Kef hanno scuole normali da cui escono maestri indigeni(368). Contribuisce pure a gallicizzare il paese l'esservi preponderante il commercio di Marsiglia; inoltre le guarnigioni e le torme dei vari impiegati accrescono ognor più l'uso della lingua intorno ai centri militari e amministrativi, quali Ain-Draharn, el-Kef, Kairuan, Susa, Gabes.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
olume 11 - l'Africa settentrionale - parte II
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1890 pagine 1046

   





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