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      Questa fontana fu chiamata dai marabutti la «Sorgente della Pace», per ricordo del trattato d'amicizia fra quei del Sahara ed i Francesi, chiamati colà creatori di acque vive, in cui le madri bagnano i bambini perchè siano fortunati. I Francesi, a detta degli indigeni, hanno ritrovato la «trivella del principe dalle Due Corna, chiave delle acque sotterranee» celata dagli stregoni(436). I nuovi pozzi hanno una durata molto maggiore di quanta avessero quelli dei ghethas; nondimeno vi si accumula la sabbia e gli ingegneri dovettero procurarsi un ordigno per estrarla.
      Dopo questa prima evocazione delle acque profonde, furono fatti più di cento pozzi artesiani nel bacino idrologico di Melghigh e se ne fanno continuamente di nuovi(437); uno di questi a el-Faid, nei Ziban, tocca 156 metri di profondità, ma l'acqua non arriva alla superficie. Fra tutti i pozzi fatti sino al 1884, quello donde scaturisce maggior quantità d'acqua, si trova nell'oasi di Sidi Amran, nell'ued Righ, a nord di Tugurt, il quale ne fornisce un ettolitro il secondo. In media la profondità dei pozzi è di 70 metri e la temperatura delle acque ascendenti varia da 18 a 26 gradi centigradi: cresce di un grado ogni 20 metri di foro(438). Avvennero talora brusche variazioni nella quantità d'acqua, la quale perfino cessò improvvisamente del tutto. Nel 1862 una scossa sotterranea avvenuta in causa d'una tempesta, soppresse nell'Hodna la vena in due pozzi e ridusse a metà quella del terzo.
     
      N. 56. – POZZI ARTESIANI DEI ZIBAN E DELL'UED RIGH.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
olume 11 - l'Africa settentrionale - parte II
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1890 pagine 1046

   





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