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      È pure la prima per incanto e grandezza imponente d'aspetto: chi l'ha vista dal lato del mare alla svolta della Punta della Pesca, non può dimenticare la scena meravigliosa. Fin dalla metà del secolo, la si poteva citare a regolare modello d'una città costrutta ad anfiteatro triangolare sul fianco d'una montagna(612), ma è poi cresciuta tanto da formare un complesso molto più vasto e ricco di contorni. Verso la parte alta della collina, coronata dalle mura della kasbah, si vedono ancora i resti della vecchia Algeri, che da lungi sembra una cava di marmo bianco con massi ineguali e male tagliati. Non si scorgono da lungi le tinte azzurre o gialle delle pareti, nè il verde delle persiane, giacchè tutti i colori sono spenti dall'abbagliante bianchezza della pietra; solo il mattino la luce orientale si rifrange in raggi rosati e la sera il tramonto si riflette con isfumature violette. Tempo fa, le vecchie case si stendevano fino al mare; ora esse si arrestano a mezza costa, direi quasi, contro la diga di regolari gruppi di case francesi che stendono la loro fronte lunghesso la marina. A sud del triangolo formato dalla città araba, sale le chine un'altra città, la quale, per essere formata di case moderne, non si confonde in un immenso bagliore di roccie bianche: vi si scorgono le mura grigiastre ed i tetti rossi, che fanno dovunque contrasto con la cupa verdura de' giardini. Di là le costruzioni sono improvvisamente interrotte dalla zona verde dei bastioni erbosi e delle scarpe piantate ad alberi.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
olume 11 - l'Africa settentrionale - parte II
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1890 pagine 1046

   





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