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      Le scuole franco-arabe, aperte specialmente ai fanciulli degli indigeni, sono poche e la maggior parte mal dirette: è vero che le scuole europee sono aperte ai fanciulli musulmani, ma le poche centinaia che le frequentano sono un nonnulla in proporzione di tre milioni d'abitanti. In quanto ai zauia, falsamente talvolta si citano come vere scuole, perchè in codeste «sale per la preghiera,» che si ritengono un milione in Algeria, e circa 30,000 fanciulli che li frequentano, non vi apprendono che a ripetere i versetti del Corano. Raramente sono ammesse nei zauia le fanciulle, ed è una eccezione alla regola se alcune entrano nelle scuole di fondazione francese. Nè potrà essere altrimenti fintanto che le fanciulle musulmane saranno costrette ad essere fidanzate e a maritarsi in una età in cui le Europee giuocano ancora con la puppattola, giacchè dovendo vivere, come le loro madri, così per tempo ritirate, non sanno che farsene dell'educazione(804). Quelle che furono allevate secondo il metodo francese non seppero più acconciarsi ai costumi di famiglia(805); e la maggior parte dovettero farsi cancellare dalla loro classe per sfuggire alle regole imposte alle donne della loro nazione. Nelle famiglie musulmane di solito si considera l'istruzione data alle fanciulle come strada al disordine, nè finchè sussisterà l'harem, la donna potrà avere, al pari dell'uomo, i beneficî d'una educazione libera.
      I Cabili apprezzano più che gli Arabi l'istruzione, sia quella dei ragazzi sia quella delle fanciulle: tutte le scuole vi sono frequentate con zelo, tanto quelle fondate dagli amministratori dei comuni misti, o dall'università, quanto quelle delle congregazioni, padri bianchi o gesuiti, o da missionarî protestanti.


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Nuova Geografia Universale. La Terra e gli uomini
olume 11 - l'Africa settentrionale - parte II
di Elisée Reclus
Editore Vallardi Milano
1890 pagine 1046

   





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