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      Di così proporzionati strumenti guernito l'uomo, chi non vede quanto travierebbe se, la verità della storia naturale ansiosamente ricercando, ponesse da banda il chiarir bene i sensi, e sovra una superficiale e lieve apprensione de' propri, o non sincera ed appassionata relazione degli altrui, facesse fare alla ragione l'ufizio suo, la quale, ingannata da' sensi male informanti, pronunziar potrebbe una precipitosa e fallace sentenza. Quindi avviene che niuno è in oggi nelle filosofiche scuole sì giovane che non porti un così fatto parere, instillato dalla natura stessa e dettato da quegli antichi savissimi uomini che nelle cose della filosofia sentirono molto avanti; tra' quali quel grandissimo ingegno, che tutto seppe e di tutto maravigliosamente seppe scrivere, nel secondo del Paradiso ebbe a dire:
     
      Ella sorrise alquanto, e poi, s'egli erraL'opinion, mi disse, de' mortali
      Dove chiave di senso non disserra,
      Certo non ti dovrien punger li straliD'ammirazione omai, poi dietro a' sensi
      Vedi che la ragione ha corte l'ali.
     
      Ha corte l'ali la ragione andando dietro a' sensi, perché più oltre di quello ch'eglino apprendono ella in cotale inchiesta non può comprendere. E s'ella stessa è così debole, anche quando è fatta forte da' sensi, per penetrare nel segreto delle mondane cose, quanto sarà di peggior condizione, priva del necessario aiuto di quegli? Se i sensi dunque non battono bene la strada, se non iscuoprono bene il paese, se non s'informano bene di tutto quello che passa nella natura e s'alla ragione non porgono la mano, che maraviglia poi se o per balze strabocchevoli ed oscure ella s'incammini, o se ne' lacci delle fallacie e negli agguati degli errori si trovi còlta ed inviluppata?


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Esperienze intorno alla generazione degl'insetti
di Francesco Redi
pagine 127

   





Paradiso