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      Mi scrive altresì che que' barbari van dicendo, e lo costumano ancora, che, per preservarsi da questo pestifero veleno, è necessario portare addosso, ovvero attaccar sopra le porte delle case, un certo bullettino fatto con un pezzo di cartapecora quadra tagliata un poco da una banda, in cui sono scritti certi nomi arabici, ed impressi alcuni sigilli e pentacoli. Così fatto preservativo di que' superstiziosi, vani e ridicoli bullettini, accoppiato con un altro rimedio creduto sicurissimo, e comunemente usato da' medici affricani, di dare a bere l'acqua tenuta nelle inutili tazze lavorate di corno d'alicorno, mi fece crescere il dubbio, ma non osava dirlo contro una credenza così altamente radicata: pure fattomi animo, ed accomodato uno scorpione vivo in modo che non potesse pugnermi, dopo averlo benbene irritato ed inasprito, lo necessitai a ferir quattro volte profondamente il petto d'un piccion grosso il quale, con maraviglia di molti, non ebbe né pur minima offesa di veleno; ed il simile avvenne ad una pollastra e ad un cagnuolo nato di poche settimane.
      Qui mi veggio venir addosso la piena di tutti i filologi, di tutti i medici e di tutti gli scrittori della storia naturale, i quali, facendo delle braccia croce, mi gridano che lo scorpione ammazza non solamente le bestiuole minute, ma che non la perdona altresì alle più feroci e alle più grandi, tra le quali noverano lo stesso leone; e il dottore Kemal Eddin Muhammed Ben Musa Ben Isa Eddemiri vi aggiugne il cammello e l'elefante.


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Esperienze intorno alla generazione degl'insetti
di Francesco Redi
pagine 127

   





Kemal Eddin Muhammed Ben Musa Ben Isa Eddemiri