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      3°. Dappoichè si imaginò, primieramente dalla fervida fantasia degli antichi orientali, che le costellazioni rappresentassero le figure di certe cose, per lo più animate, così ciascua di esse si distinse col nome di quella cosa, colla quale quel dato gruppo mostrò una qualche rassomiglianza. Quindi suol dirsi costellazione del Toro, dei Gemelli, del Leone, e via dicendo.
      4°. Anzi le figure di queste cose si idearono come delineate su ciascuna costellazione. Per lo che le stelle singolari assunsero il nome della parte che occupavano su tal figura. Però si disse: il Cuor dell'Idra, la Spiga della Vergine, e simili.
      5°. Ma i moderni amano di denominare le stelle colle lettere dell'alfabeto greco, e quando queste non bastano anche con quelle del latino, secondo l'ordine, per quanto si può, della loro grandezza; dicendosi alfa la più grande, beta quella che viene appresso, gamma l'altra men grande ancora, e così di seguito. Nel caso per altro che se ne scuopra di nuovo una più grande di qualcuna delle già conosciute, e nominate, invece di cangiare il segno a tutte le più piccole, si impone alla nuova per nome la prima lettera non ancora destinata a verun'altra.
      6°. Se non che, alcune poche stelle portano da antica data un lor nome proprio come l'alfa della costellazione di Boote si chiama Arturo, l'alfa della Lira è detta Vega, e nei Gemelli l'alfa à nome Castore, e Polluce la beta.
     
      [vedi figura 010.gif] 17. Piccolezza relativa della Terra.
      Ritorniamo ora alla Terra, per valutare la sua grandezza; in confronto a quella della sfera celeste.


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Elementi di Fisica Universale
Parte Prima
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 395

   





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