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      Come per converso, dopo sei mesi, passeranno più giorni, nei quali si vedrà il Sole costantemente. E la ragione è che l'orizzonte di questi luoghi, che distano dai poli meno di 23°, 28', nasconde completamente sotto di sè uno dei due tropici, I quali si dilungano appunto di 23°, 28' dall'equatore. E che equivale a dire, che a gradi a gradi si perviene a quegli estremi, nei quali vi sono sei mesi di giorno, e sei mesi di notte.
     
      33. Precessione degli equinozii.
      Volendo ora studiare qui con maggiore attenzione quegli astri, che furono chiamati stelle fisse, perchè non si traslocano visibilmente su per la sfera celeste; non possiamo tralasciare di fare avvertire, che neanche essi stanno veramente fermi; anzi ci mostrano tre principalissimi movimenti. E di questi ci occuperemo di presente.
     
      I. PROPOSIZIONE.
      La sfera celeste si mostra dotata di un lentissimo movimento di rotazione da occidente verso oriente intorno ai poli dell'eclittica.
      Dichiarazione. Ipparco, formato che ebbe il suo catalogo delle stelle, nel quale assegnava a ciascuna l'esatta declinazione (22. I.) ed ascension retta, latitudine e longitudine, volle confrontarlo con quello fatto, 150 anni prima, da Timocari e da Aristillo. E con sua sorpresa s'avvide, che nel catalogo antico a tutte era assegnato un sito di circa 2 gradi più occidentale. Tolomeo, 200 anni dopo, trovò una simile discordanza fra il catalogo suo e quello d'Ipparco. Tutte le posteriori ed assai più accurate osservazioni ànno finalmente dimostrato, che la sfera celeste sembra ravvolgersi da occidente verso oriente intorno ai poli dell'eclittica: di maniera che in tutte le stelle cresce la longitudine di 5",1 ad anno; di quasi altrettanto aumenta l'ascension retta, la declinazione poi viene variando per alcune in più, per altre in meno; e rimane invariabile la latitudine.


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Elementi di Fisica Universale
Parte Prima
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 395

   





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