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      È vero che un pianeta, dal momento in cui à una data altezza fino a quello in cui passa allo zenit, si è traslocato alquanto sull'orbita sua. Ma ciò nulla toglie all'esattezza della determinazione: perchè l'osservazione può correggersi di questa piccola quantità dovuta al moto suo proprio, che si suppone cognito; oppure, facendo osservare il pianeta da altri allo zenit, si procura che le due osservazioni sieno contemporanee.
      2° Trovare la distanza di un pianeta dalla Terra, per mezzo della parallasse diurna(23).
      Risoluzione. Il problema ammette una risoluzione grafìca, purchè si conosca in antecedenza il valore concreto del raggio della Terra, e siasi trovata la parallasse orizzontale (OP'C) del pianeta: e si tracci una retta (OC) rappresentante il raggio della Terra, e sugli estremi di essa si conducano due altre rette, una (OH) normale al detto raggio, e l'altra (CK) inclinata verso la medesima (OC) di un angolo (OCK) uguale al complemento della parallasse (OP'C). Quindi si misuri la retta CP' coll'unità concreta del raggio (CO). Tal misura sarà quella cercata.
      Dimostrazione. La ragione del metodo grafico è manifesta. Dacchè evidentemente il raggio della Terra (OC), la distanza (CP') del pianeta valutata dal centro di questa, e la distanza stessa (OP') valutata dal sito dell'osservatore costituiscono un triangolo rettangolo, il cui angolo acuto (CP'O) è il parallatico, e per conseguenza l'altro (P'CO) ne è il complemento.
     
      IV. SCOLIO.
      Si è ritrovato che la parallasse orizzontale del Sole è 8",5776 ossia circa 8",6. Dunque se la Terra fosse riguardata dal Sole, apparirebbe sotto l'angolo di 17".


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Elementi di Fisica Universale
Parte Prima
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 395

   





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