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      Dappoichè se fosse diversamente, i due punti intorno ai quali sembra diurnamente ravvolgersi la sfera celeste, che sono poi quelli ai quali perviene la retta indefinita passante pei politerrestri, dovrebbero cangiare ogni giorno.
      Invece essi, cioè i poli celesti, stanno anche apparentemente fermi. Dunque tutta l'area del circolo dell'ecclittica non è, in confronto al Cielo, che un sol punto fisico.
     
      IV. COROLLARII.
      1°. Dunque tutte le rette, che partendo dalla Terra in diversi tempi dell'anno pervengono al medesimo puntlo di Cielo, sono parallele fra loro. Dacchè queste rette fisicamente confondonsi insieme: mentre non solo giungono ad un solo punto celeste, ma partono anche da tali punti dell'eclittica, che debbono sensibilmente considerarsi come un punto solo.
      2°. Dunque l'angolo parallatico è uguale alla distanza angolare tra il sito geocentrico, e l'eliocentrico, misurata dalla Terra. Infatti l'angolo SPT dee dirsi fisicamente uguale all'arco AH, ossia all'angolo ATH. E veramente, essendo la AS sensibilmente parallela alla AT, l'angolo ATH sarà alterno ad SPT. Ma SPT è l'angolo parallatico, ATH è la sopraddetta distanza misurata dalla Terra. Dunque ecc.
     
      49. Parallasse annua.
      I. SCOLIO.
      Trattandosi di astri molto lontani, il loro angolo parallatico diurno dee ridursi a cosí poca cosa, da non poter essere sensibile ai nostri circoli, sebbene pel nonio divisi in centesimi di secondo. Allora conviene ricorrere alla più ampia base della parallasse annua.
     
      II. PROBLEMI
      1°. [vedi figura 052.gif] Trovare la parallasse annua di un pianeta.


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Elementi di Fisica Universale
Parte Prima
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 395

   





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